Le sostanze comedogene

Molto spesso si sente parlare di sostanze comedogene che devono essere assolutamente evitate nei cosmetici. Si fa spesso dell’ingiustificato allarmismo: non è sufficiente che una sostanza sia considerata potenzialmente comedogena per affermare che il cosmetico che la contiene sia comedogeno.

Ma cos’è la comedogenicità?

La comedogenicità è un fenomeno lento che può durare anche mesi, in cui si assiste alla chiusura del follicolo sebaceo a causa dell’accumulo di materiale di diversa natura come cellule dello strato corneo, sebo ed impurità provenienti dall’esterno, tra le quali rientrano anche alcuni ingredienti usati per la formulazione di prodotti cosmetici.

Il potere comedogeno di queste sostanze può dipendere da diversi fattori tra cui:

  • la concentrazione d’impiego: sostanze che non risultano comedogene a bassa concentrazione possono diventarlo a concentrazione elevata. Ad esempio un olio puro sulla pelle risulta essere più comedogeno di una crema contenente piccole quantità di quello stesso ingrediente;
  • la sensibilità individuale: ogni persona può rispondere in maniera diversa a queste sostanze che in alcuni soggetti possono determinare la comparsa dei comedoni e in altre no. Dipende dal tipo di pelle, dalla propria routine cosmetica e dal tipo di prodotto;
  • la zona di applicazione del cosmetico: un cosmetico contenente sostanze comedogene non sortirà ad esempio nessun effetto negativo su gambe e braccia dove le ghiandole sebacee sono presenti in numero molto ridotto, mentre sul viso, dove le ghiandole sebacee sono presenti in numero elevato, potrà determinare la comparsa di comedoni.

Molto spesso si assiste alla comparsa di acne anche nelle donne adulte. Laddove non ci siano patologie ormonali, la causa è da ricercarsi nell’utilizzo di prodotti di bellezza sbagliati. L’uso di cosmetici che contengono sostanze comedogene può infatti portare anche alla formazione dell’acne, in quanto il materiale sebaceo che si accumula nel follicolo in seguito alla formazione del comedone, può causare infiammazione e successivamente la comparsa di papule e pustole. In questo caso diventa necessario usare cosmetici la cui non-comedogenicità sia dichiarata in etichetta, in caso contrario optare per cosmetici che non contengano le sostanze comedogene.

Quali sono LE SOSTANZE comedogenE?

Esistono elenchi di sostanze che sono altamente, mediamente e scarsamente comedogene. Al primo elenco devono prestare particolare attenzione soprattutto le persone con una pelle tendenzialmente acneica.

Si può affermare però che sono solo due gli ingredienti ritenuti sicuramente comedogeni: isopropyl myristate e isopropyl palmitate. Questo è dovuto alla loro struttura chimica: sono molecole di piccole dimensioni e con una ramificazione. Entrano nel dotto sebaceo e formano il tappo.

Anche i trigliceridi, quindi gli olii vegetali come ad esempio l’olio di oliva, sono mediamente comedogeni perché hanno tre ramificazioni che si possono “incastrare” nel follicolo, nonché doppi legami che si ossidano facilmente.

PRINCIPALI SOSTANZE COMEDOGENE

  •  Butyl stearate
  •  Cocoa butter
  •  Corn oil
  •  D&C red dyes
  •  Decyl oleate
  •  Isopropyl isostearate
  •  Isopropyl myristate
  •  Isopropyl neopenatanate
  •  Isopropyl palmitate
  •  Isopropyl stearate
  •  Lanolin acetylated
  •  Linseed oil
  •  Laureth-4
  •  Mineral oil
  •  Myristyl ether propionate
  •  Myristyyl lactate
  •  Myristyl myristate
  •  Oleic acid
  •  Oleyl alcohol
  •  Olive oil
  •  Octyl palmitate
  •  Octyl stearate
  •  Peanut oil
  •  Petrolatum
  •  Methyl oleate
  •  Safflower oil
  •  Sesame oil
  •  Sodium lauryl sulphate
  •  Stearic acid

COME EVITARE LA FORMAZIONE DEI COMEDONI

Per evitare la formazione di comedoni, oltre a prestare attenzione alle sostanze contenute nei prodotti usati, è importante seguire questi semplici step:
  1. detergere il viso mattina e sera;
  2. usare un tonico per ripristinare il pH cutaneo;
  3. applicare una crema adatta al proprio tipo di pelle;
  4. fare uno scrub almeno 1 volta a settimana per eliminare le cellule morte.

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