VEA LIPO3

Chi soffre di dermatiti sa molto bene che agenti esterni come polvere, detersivi o stress possono rapidamente causarne la comparsa. Io in particolare soffro di dermatite seborroica, e in momenti di stress il mio viso diventa un libro aperto. Rossori e desquamazioni lasciano trapelare le mie emozioni e il mio affaticamento psicologico. In quest’ultimo periodo di grandi cambiamenti nella mia vita, per un paio di settimane la mia fronte è stata tempestata dai segni della dermatite.
Non volendo utilizzare il cortisone, che benché risolutivo assottiglia e atrofizza la pelle, mi sono imbattuta in VEA LIPO3, un prodotto quasi miracoloso. Sono bastati 2-3 giorni di applicazioni per vedere i risultati. Il prurito si è subito calmato, e le desquamazioni e il rossore sono andati via via scomparendo lasciando la mia pelle libera da imperfezioni.




Si tratta di un unguento il cui componente base è il burro di karitè, noto per le sue proprietà emollienti e nutritive. Arricchiscono la formula la vitamina E, un eccellente antiossidante che contrasta i radicali liberi e ripristina la barriera cutanea, i ceramidi, la cui carenza è alla base di desquamazioni e disidratazione, e i fitosteroli, che rallentano i processi dell’infiammazione.

INCI

Butyrospermum Parkii Butter, Tocopheryl Acetate, Caprilic/Capric Triglyceride, Palmitic/Stearic Triglyceride, Hydrogenated Castor Oil, Ceramide NP, Phytosterols.

VEDIAMO NEL DETTAGLIO COSA CONTIENE

Butyrospermum Parkii Butter:  è il burro di karitè, una sostanza emolliente in grado di restituire alla pelle il giusto grado di idratazione ed elasticità. Contiene un’elevata percentuale (circa il 10%) di frazione insaponificabile, una sostanza particolarmente ricca di fitosteroli, flavonoidi, vitamina A, vitamina E, ecc, indispensabile per il miglioramento e il mantenimento della tonicità della pelle.

Tocopheryl Acetate:  è la vitamina E esterificata, un antiossidante in grado di contrastare i radicali liberi che danneggiano le fibre e le cellule del derma e dell’epidermide, e di stimolare la sintesi e la fusione degli amminoacidi necessari per formare collagene ed elastina. Ha anche un ruolo importante nel mantenimento della barriera cutanea, attraverso la combinazione di diverse funzionalità: protegge i lipidi e le lipoproteine delle membrane cellulari, esercita un effetto benefico sulla capacità autoidratante della cute, aumenta la penetrazione e l’assorbimento dei lipidi, ed essendo una sostanza oleosa idrofobica, ciò che di essa rimane in superficie, ha un effetto occlusivo che previene la disidratazione.

Caprilic/Capric Triglyceride: il trigliceride caprilico caprico è un trigliceride di origine sintetica che trova vasta applicazione nel settore cosmetico. Si tratta di un estere che ha sulla sua catena due acidi grassi saturi formati da 8 e 10 atomi di carbonio, che lo rendono stabile all’ossidazione. È un olio a media polarità, e il basso peso molecolare gli conferisce un tocco setoso.

Palmitic/Stearic Triglyceride: è un agente gelificante della fase grassa. Ha un origine vegetale, e rimpiazza i gelificanti lipofili di origine sintetica, dimostrando elevata compatibilità con tutti i tipi di oli. È stabile all’ossidazione.

Hydrogenated Castor Oil: è l’olio di ricino idrogenato ed è usato come lipogelificante, ovvero gelifica la fase oleosa. Si ottiene chimicamente dall’idrogenazione dell’olio di ricino. Quando avviene questa reazione, l’olio si trasforma risultando più ceroso e altamente viscoso.

Ceramide NP:  è uno dei diversi ceramidi che si trovano naturalmente nella nostra pelle. Si tratta di molecole formate da lunghe catene lipidiche e sono i principali componenti degli strati esterni dell’epidermide. È inserito nei cosmetici per migliorare l’aspetto della pelle secca e trattenere l’acqua al suo interno.

Phytosterols: i fitosteroli sono steroli vegetali presenti nella frazione insaponificabile degli oli vegetali (olio di oliva, soia, ecc). Sono strutturalmente simili al colesterolo, sebbene quest’ultimo non sia presente nelle piante. Rallentano il processo di invecchiamento favorendo la desaturazione degli acidi grassi, mantenendo così la fluidità di membrana e l’attività catalitica. Trovano impiego anche nel trattamento degli eczemi, in quanto stabilizzano le cellule di membrana danneggiate diminuendo la formazione di acido arcahidonico,  delle prostaglandine e dei leucotrieni, notoriamente implicati nei processi infiammativi.

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